L’assicurazione nasce dal bisogno di proteggere il commercio dai rischi.
Molto prima delle polizze moderne, esistevano sistemi reali di ripartizione delle perdite tra i mercanti che affrontavano viaggi lunghi e pericolosi.

Nelle antiche civiltà mesopotamiche e babilonesi compaiono clausole nei contratti commerciali che prevedevano la cancellazione del debito se la spedizione subiva danni per cause non controllabili.
È il principio del bottomry, considerato uno dei più antichi meccanismi assicurativi.

Gli storici documentano anche forme di mutua protezione tra i mercanti delle rotte carovaniere del deserto.
Ogni partecipante versava una quota in un fondo comune, utilizzato per coprire furti, perdite del carico o la morte di un animale da trasporto.
Non erano polizze, ma sistemi concreti di condivisione del rischio.

Nel tempo questi meccanismi si evolvono.
Fenici e Greci sviluppano modelli più avanzati di assicurazione marittima, fondamentali per sostenere il commercio mediterraneo, sempre esposto a pirati, tempeste e naufragi.

La prima polizza assicurativa vera e propria appare nel Medioevo.
Il documento più antico riconosciuto come polizza moderna è datato 23 ottobre 1347 e proviene da Genova.
Assicurava il carico di una nave diretta a Maiorca e definiva, per la prima volta, premio, rischi coperti e obblighi contrattuali in modo molto simile ai contratti attuali.

Dalle carovane del deserto ai porti medievali, la logica rimane sorprendentemente la stessa: condividere il rischio per permettere al commercio di crescere.
Quel modello, nato migliaia di anni fa e formalizzato nel 1347, è ancora oggi il cuore di ogni polizza che sottoscriviamo.

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